Paul Gauguin è uno dei maestri post-impressionisti più ricercati. Scopri quanto vale la tua opera.
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Cosa determina il valore di un'opera di Paul Gauguin
TIPOLOGIE DI OPERE E GERARCHIA DEL MERCATO
Dipinti a olio tahitiani e bretoni — Gli oli unici su tela o juta delle campagne di Pont-Aven, Martinica, Tahiti e delle Isole Marchesi rappresentano il vertice del mercato e sono trattati quasi esclusivamente attraverso dipartimenti specialistici, con acquirenti che pretendono l'inclusione nel catalogo ragionato Wildenstein dei dipinti. Anche le tele del primo periodo impressionista di Gauguin ottengono buoni risultati, ma si collocano nettamente al di sotto dei soggetti di figura polinesiani.
Opere in legno intagliato e in ceramica — I rilievi lignei intagliati a mano, i tiki e i bastoni da passeggio, nonché i vasi e le figure in grès modellati negli anni Ottanta dell'Ottocento in collaborazione con il ceramista Ernest Chaplet, sono estremamente rari e spuntano quotazioni elevate quando documentati. Poiché questo ambito è stato oggetto di numerosi falsi, il mercato attribuisce ai riferimenti espositivi e bibliografici un peso maggiore rispetto alla sola qualità visiva.
Monotipi, disegni, pastelli — Le opere autografe su carta, compresi i monotipi tracciati (disegni a 'trasferimento d'olio') degli anni tahitiani e marchesani, i pastelli, gli acquerelli e i fogli di taccuino, costituiscono la fascia intermedia più attiva. I fogli con motivi tahitiani riconoscibili o con legami preparatori a dipinti noti sono considerati assai più seriamente rispetto agli studi accademici sciolti.
Stampe e xilografie eseguite in vita — Le zincografie della suite Volpini stampate su carta giallo brillante e le xilografie di Noa Noa con le relative matrici tirate negli anni Novanta dell'Ottocento costituiscono la categoria grafica da collezione, catalogata nel repertorio Guérin dedicato all'opera grafica. Le impressioni stampate dall'artista o sotto la sua supervisione, sulle carte originali, valgono sostanzialmente più delle tirature successive.
Edizioni grafiche postume e successive — Le xilografie tirate dopo la morte dell'artista dalle matrici superstiti, in particolare le edizioni curate dal figlio Pola Gauguin a Copenaghen negli anni Venti, circolano ampiamente e vengono vendute come impressioni postume. Hanno un valore reale ma modesto e non devono mai essere descritte semplicemente come stampe di Gauguin senza tale precisazione.
FIRMA, TIMBRI E CATALOGO RAGIONATO
Gauguin firmava più spesso a pennello in un angolo inferiore come 'P. Gauguin', frequentemente seguito dall'anno a due cifre, e utilizzava il monogramma compresso 'PGO' su matrici xilografiche, ceramiche e alcuni disegni; molte tele tahitiane recano inoltre un titolo in lingua tahitiana dipinto sulla superficie stessa dell'opera, che ne è parte integrante e non un'aggiunta successiva. Numerosi disegni, monotipi e fogli di taccuino autentici non sono firmati, per cui l'assenza di firma non è di per sé un elemento discriminante. Per i dipinti il punto di riferimento accettato è il catalogo ragionato Wildenstein, mentre l'opera grafica viene normalmente citata con il numero Guérin; non esiste un timbro di successione in uso generale e le firme autografe moderne aggiunte a matita su xilografie postume costituiscono un campanello d'allarme.
CONFUSIONI FREQUENTI
- Le riproduzioni fotomeccaniche e in offset delle celebri composizioni tahitiane, spesso tratte dalle pubblicazioni illustrate di Noa Noa o da cataloghi di mostre, si rivelano sotto ingrandimento per la presenza di un retino regolare a punti o a rosette, assente nelle impressioni xilografiche e zincografiche.
- Le xilografie postume tirate dalle matrici originali negli anni Venti sono impressioni autentiche ma non opere eseguite in vita, e si riconoscono per la carta novecentesca dall'aspetto fresco, l'inchiostrazione uniforme e carica e il 'PGO' intagliato nella matrice anziché una firma autografa.
- I manifesti espositivi novecenteschi e le litografie a colori 'da Gauguin' realizzate per retrospettive museali vengono frequentemente incorniciati e venduti come originali, sebbene titoli a stampa, nomi di musei, testi relativi alle sedi o scritte rifilate lungo un margine restino di norma visibili.
- Gli oli bretoni e tahitiani falsi sono diffusi e presentano tipicamente tela moderna tessuta a macchina su telai con graffette, pittura lucida a rapida essiccazione e una firma eccessivamente leggibile, mentre Gauguin dipingeva spesso in modo sottile e opaco su juta o tela da sacco grossolana e assorbente.
COSA PAGANO GLI ACQUIRENTI
- I soggetti polinesiani degli anni Novanta dell'Ottocento, in particolare le figure femminili sedute o stanti con motivi paesaggistici e simbolici, occupano il rango più alto, mentre i paesaggi di Rouen, Copenaghen e dei primi anni parigini del periodo impressionista si collocano ben al di sotto.
- Le opere bretoni sintetiste con campiture piatte di colore e contenuto spirituale o folklorico sono valutate più dei pezzi naturalistici del medesimo soggiorno, e i soggetti della Martinica sono apprezzati per la loro rarità.
- La provenienza continuativa conta qui in misura insolita, in particolare la proprietà precoce tramite Vollard o l'ambiente danese della famiglia della moglie dell'artista, l'inclusione nei cataloghi di riferimento e una storia espositiva documentata priva di lacune inspiegate risalenti al periodo bellico.
- I problemi conservativi tipici del medium pesano notevolmente: sollevamenti e abrasioni sulla juta assorbente dipinta in modo sottile, precedenti puliture eccessive delle superfici opache, nonché fogli Volpini gialli sbiaditi dalla luce o margini di stampa con foxing o rifilati riducono tutti il valore.
DA VERIFICARE PRIMA DI CHIEDERE UNA STIMA
- Fotografare la firma o il monogramma 'PGO' e ogni iscrizione in lingua tahitiana con luce radente e in primo piano, in modo da poter distinguere la pennellata o l'intaglio della matrice dalle scritte a stampa.
- Fotografare l'intero retro: trama della tela ed eventuale texture in juta o tela da sacco, costruzione del telaio, timbri a cera o di collezione, vecchie etichette, numeri di inventario e iscrizioni manoscritte.
- Per le stampe e le opere su carta, registrare le dimensioni del foglio, eventuali annotazioni o numerazioni a matita, il colore e la texture della carta, le filigrane osservate in controluce e un dettaglio ingrandito di un'area inchiostrata.
DOMANDE FREQUENTI
Quanto vale un'opera di Paul Gauguin?
Il valore dipende da molteplici fattori: autenticità, periodo creativo, tecnica (tela, scultura in legno), provenienza e condizione conservativa. Le opere variano considerevolmente, da 50.000 € per studi e lavori minori fino a diversi milioni di euro per capolavori importanti e ben documentati.
Dove vendere un dipinto o una scultura di Gauguin?
Le principali aste internazionali (Christie's, Sotheby's) e le case d'asta specializzate rappresentano i canali più adatti. Anche gallerie d'arte specializzate in arte moderna e piattaforme online affidabili possono facilitare la vendita, garantendo visibilità e autenticità verificata.
Come autenticare un'opera di Paul Gauguin?
L'autenticazione richiede lo studio della provenienza documentata, l'analisi stilistica da esperti riconosciuti e il confronto con il catalogo ragionato dell'artista. Certificati di esperti e documentazione storica sono essenziali per stabilire l'autenticità e il valore reale dell'opera.